ero in macchina con due amici: uno era italiano, bianco, mentre l’altro ragazzo era nero con i dreadlocks
La terza volta, era sera ed ero in macchina con due amici: uno era italiano, bianco, mentre l’altro ragazzo era nero con i dreadlocks.Eravamo parcheggiati con la macchina e stavamo aspettando un amico per uscire, praticamente vicino al suo condominio, con la musica accesa e a chiacchierare. E, a un certo punto, vediamo arrivare le luci blu. Da dietro si ferma una macchina della polizia. Si ferma la macchina della polizia dietro alla nostra e ci chiedono di uscire dalla macchina e di mostrare i documenti. Controllano i documenti sia del mio amico autista, quello italiano. La mia carta d'identità e il permesso di soggiorno del mio amico con i dreads. Successivamente ci chiedono di aprire la macchina. Mentre il collega stava controllando la macchina, l'altro ci ha chiesto se avessimo qualcosa addosso. Ci hanno perquisito, ma non hanno trovato niente. Ci hanno restituito sia la carta d'identità che il permesso di soggiorno e se ne sono andati anche lì, senza alcuna spiegazione.
Penso che questo progetto sia molto importante per quanto riguarda la sensibilizzazione sulla profilazione razziale in Italia, che, oggi come oggi, è un fenomeno, purtroppo, molto comune in Italia e non molto discusso. Penso che un progetto del genere possa portare alla superficie determinate dinamiche di potere e di discriminazione razziale da parte delle forze dell'ordine e informare la cittadinanza, informando soprattutto le persone razzializzate sul modus operandi della polizia o comunque delle forze dell'ordine, in generale. Bisogna anche cercare di dare una spinta alla comunità politica italiana a cambiare comunque questo modo di operare discriminatorio nei confronti di persone che comunque hanno dei diritti in quanto persone.