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Altri 3 decessi in meno di un mese. Genova: sperimentazione con Taser interrotta.

Dopo una serie di decessi coincidenti con l'uso del Taser, compresi quelli recenti avvenuti in meno di un mese a Reggio Emilia, Olbia e Genova, il comune di Genova guidato da Silvia Salis ha deciso di interrompere la sperimentazione con lo strumento, rilasciando la seguente dichiarazione:

"Anche alla luce dei recenti episodi che hanno purtroppo portato al decesso di alcuni cittadini e del conseguente dibattito che si è aperto a livello nazionale, riteniamo opportuno non avviare in questa fase un percorso di utilizzo dello strumento"

A questo proposito, ricordiamo che la gara d’appalto del Ministero dell’Interno si è conclusa con “l’esclusione dell’unico partecipante, a causa della non aderenza dell’offerta tecnica presentata dall’impresa al capitolato”

Infatti, il fornitore, lo statunitense Axon (citato frequentemente in questo sito), è stato bocciato perché durante i test di accuratezza effetuati in marzo 2025 il dispositivo non ha superato le prove.

(Vedi link all’articolo su Il Manifesto del 17-09-2025: https://ilmanifesto.it/)

 

 

Pescara: morte per Taser

Riccardo Zappone è morto per arresto cardiaco in Questura di Pescara il 3 giugno 2025 dopo essere stato colpito con un Taser sparato da un poliziotto. Non aveva problemi cardiologici. Lo dice suo padre in un'intervista al quotidiano pescarese “Il Centro” tra le lacrime per la perdita del figlio, che aveva trent'anni.

Il quotidiano nazionale La Repubblica, invece, sceglie di enfatizzare in un sottotitolo il fatto che Riccardo “aveva problemi psichici e una storia di dipendenze”, in modo inquietantemente simile a come, qualche anno fa, il “disturbo bipolare” dell'assassino di Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche è stato enfatizzato. La stigmatizzazione della malattia mentale sulla stampa italiana non conosce limiti, a quanto pare, sia per le vittime che per gli autori di violenze mortali.

Nonostante questa ennesima morte per Taser, lo sfacciato linguaggio di marketing dei suoi produttori, la multinazionale americana Axon, continuerà senza dubbio come prima. Un documento sul sito web della società, intitolato “Quanto sono sicure le armi Taser?”, inizia con le parole “La nostra missione è quella di proteggere la vita”. Meglio che il padre di Riccardo non lo legga.

E in tutto questo viene in mente una domanda, legata all'uso predominante del Taser contro le minoranze etniche: se Riccardo Zappone fosse stato straniero, avremmo mai conosciuto la sua storia, il suo disagio, le lacrime dei suoi genitori?